Chi paga la retta agli anziani non autosufficienti?

Quando un anziano deve alloggiare presso una residenza sanitaria assistita, si pone il problema di chi deve pagare la retta. In generale, le prestazioni sanitarie fornite dalle Rsa sono a carico del Servizio sanitario nazionale.

Invece, tutte le spese che non rientrano nelle prestazioni mediche e infermieristiche sono coperte dall’assistito con il proprio reddito o, in quote da stabilire, dal Comune nel caso in cui il paziente sia in condizioni economiche svantaggiate.

Queste ultime spese in pratica fanno parte della così detta retta “alberghiera” che comprende il vitto, la pulizia dei locali, la lavanderia.

Chi deve pagare la retta

Spesso si sono verificati casi in cui, nel momento in cui l’anziano entra in casa di riposo, i parenti si vedono obbligati a sottoscrivere un contratto con l’impegnativa del pagamento della retta. Ora però occorre prestare attenzione a simili situazioni.

L’articolo 433 del codice civile “Degli alimenti” individua fino al quarto grado di parentela le persone obbligate a riconoscere gli alimenti. La stessa legge stabilisce però che sia chi versa in stato di bisogno a fare richiesta di alimenti, oppure in caso di incapacità, che sia l’Amministratore di sostegno o tutore.

Quindi si esclude la possibilità che un soggetto terzo, come la casa di riposo, possa stabilire l’impegno contrattuale di pagamento, addirittura come clausola per l’accettazione dell’anziano non autosufficiente.

Casi specifici

Esistono poi casi specifici in cui l’anziano sia affetto da patologie mentali degenerative in stato avanzato. In questo caso, scompare del tutto la differenza tra quota sanitaria e quota sociale, poiché il paziente ha necessità di prestazioni socio-sanitarie ad elevata integrazione sanitaria e tali prestazioni sono a totale carico del Servizio sanitario nazionale.

Se l’anziano è invalido al 100% nulla è dovuto, né da lui né dai familiari. Per i malati di Alzheimer e per i loro parenti, vale la stessa negazione del pagamento della retta Rsa. Secondo una Sentenza della Cassazione, la Corte ha ribadito che le attività socio-assistenziali e quelle sanitarie sono inscindibili e quindi totalmente a carico del Servizio Sanitario.

Quando l’anziano non ha mezzi per pagare la propria quota di retta oppure si tratta di un disabile grave, il pagamento è a carico del Comune di appartenenza.

I parenti possono invece inviare una formale disdetta e smettere di pagare la retta, questo secondo una sentenza della Corte di Cassazione.

Occorre fare riferimento soltanto alla situazione economica del ricoverato e i Comuni non possono a loro volta rivalersi sui così detti “obbligati per legge”, quindi i parenti fino al quarto grado. Invece questi ultimi devono occuparsi della retta se l’anziano risulta indigente.

Comunque spesso la realtà non si rivela allo stesso modo di come decide la legge, anche perché molti familiari cercano di risolvere il più rapidamente possibile per poter trovare una necessaria sistemazione al proprio anziano non autosufficiente.

Sarebbe quindi opportuno informarsi tempestivamente, onde evitare di farsi carico di spese che invece non spettano agli altri componenti della famiglia.

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