Come suonare il Blues

Il Blues nasce come canto malinconico e nostalgico dei neri d’America (in inglese blue, tra i vari significati, ha anche quello di ”triste”), il blues si è esteso fino al jazz, e ne ha influenzato decisamente tutto lo sviluppo.

La forma più frequente del blues è strutturata su di uno schema di 12 battute in 4/4 o 12/8, suddivise in tre segmenti di 4 battute ciascuno. Anche per il blues, come per il ragtime o il boogie woogie, la parte ritmica è affidata completamente alla mano sinistra, mentre la mano destra esegue il tema e le improvvisazioni.

Contrariamente a quanto generalmente si crede, il blues (cantato o suonato) non è eseguito soltanto su tempi lenti. Esistono infatti, soprattutto nella forma strumentale, blues di tutti i tempi metronomici possibili.

Anche per questo stile, è fondamentale acquisire una efficace indipendenza ritmica delle due mani.

Come suonare il blues

Nella sua esecuzione più semplice, si adotta uno schema con 3 accordi, in genere di settima di dominante, costruiti rispettivamente sulla tonica, sulla sottodominante e sulla dominante.

La mano sinistra esegue un accompagnamento armonico-ritmico suonando con il mignolo la nota sulla tonica dell’accordo e con il dito indice suonando alternativamente il 5° ed il 6° grado  mantenendo sempre il mignolo sulla tonica.

Per chi suona il pianoforte, soprattutto agli inizi, le tonalità predilette sono la tonalità di Do, Fa e Sol. Il motivo per cui queste tonalità sembrano essere più indicate per suonare il blues o generi musicali affini è che nel pianoforte risulta più facile “acciaccare” alcune note fondamentali degli accordi.

Alla mano destra è affidato il compito di improvvisare utilizzando le note della scala di blues ed altri abbellimenti che si possono acquisire con il tempo e con la pratica ma anche attraverso l’ascolto delle esecuzioni di altri pianisti cercando di replicarne le sonorità.

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