Come tranquillizzare l’anziano ipocondriaco

L’ipocondria è la tendenza di un paziente ad interpretare alcune sensazioni corporee come sintomi di malattie, nonostante egli abbia avuto rassicurazioni mediche e nonostante egli abbia le capacità intellettive per dare il giusto credito alle informazioni ricevute.

Nel caso specifico di persone anziane ipocondriache, non è sempre facile riuscire a gestire la situazione, soprattutto per coloro che vivono con quella persona o sono deputate alla sua assistenza quotidiana.

Secondo una analisi psicologica, va sottolineato che l’ipocondria è la manifestazione di una presa di coscienza dei limiti funzionali portati dal susseguirsi degli anni. Quindi non si può parlare di una manifestazione del tutto irrazionale.

Spesso poi la radice primaria di tale atteggiamento ipocondriaco ha origini molto lontane, si possono aver avuto genitori ipocondriaci oppure iperprotettivi o ansiogeni. Situazioni queste che possano aver trasmesso all’anziano una forte dose di preoccupazione circa la propria salute.

Quando invece non si hanno situazioni pregresse, il quadro può risultare ancora più complesso. Infatti l’anziano ipocondriaco in realtà si rivela anche depresso e ansioso, pur se non gli sono mai stati diagnosticati tali disturbi. Immaginare costantemente problemi di salute significa mettere sempre in stato di allerta coloro che si occupano dell’assistenza, in un certo senso è un modo per attirare l’attenzione su di sé.

Come comportarsi dunque nei confronti di un anziano ipocondriaco? Non è opportuno cercare di assecondare continuamente le richieste di controlli medici da parte dell’anziano. Un simile atteggiamento infatti finirebbe per andare ad aumentare proprio la parte malata ipocondriaca.

Ciò che si può fare invece è cercare di spiegare all’anziano che l’intervento medico non è sempre necessario. Per ottenere questo, è opportuno mostrare l’evidenza dei fatti, senza mai alzare la voce o dimostrare insofferenza. Non bisognerebbe neanche sottolineare la natura ipocondriaca dell’anziano in quanto ciò andrebbe ad aumentare la sensazione di ansia e malessere.

Non è semplice per un familiare affiancare quotidianamente un anziano ipocondriaco, per questo motivo è importante anche poter avere dei suggerimenti o il sostegno di uno psicologo, al fine di comprendere come agire.

In realtà, si possono mettere in atto atteggiamenti anche molto semplici. Ad esempio, quando l’anziano lamenta malessere al termine di una passeggiata e quindi richieda l’intervento di un medico, il familiare potrebbe semplicemente proporre di fare una passeggiata più corta.

In questo modo non si sminuisce il desiderio di attenzione dell’anziano ma allo stesso tempo si ridimensiona la situazione e si cerca di alleviare lo stress, senza cadere vittima dell’atteggiamento ipocondriaco.

Gli ipocondriaci si sentono persone fragili, vulnerabili, deboli, inclini alle malattie. Si tratta di credenze attorno alle quali loro costruiscono veri e propri perni, per conferire un senso alla propria identità.

Nell’anziano questi pensieri possono diventare totalizzanti, laddove vengono a mancare altri pensieri quotidiani, a causa dell’età e di un allontanamento dal quotidiano lavorativo, sociale, a volte anche familiare.

E’ importante quindi dare adeguata assistenza all’anziano ipocondriaco, al fine di fargli comprendere che l’entità del proprio disturbo non è così grave da richiedere l’intervento sanitario, ma spesso basta modificare piccole abitudini per riprendere una vita serena.

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