Come valutare la qualità di una struttura per anziani

Come abbiamo già detto in un altro articolo, l’ingresso in ospedale o in una struttura per anziani rappresenta per l’ospite un evento traumatico che può portare lo stesso ad un certo disorientamento. Per aiutarlo ad affrontare questo momento difficile è necessario che gli operatori addetti si prodighino per offrirgli un’ottima accoglienza.

Questo è il punto di partenza per valutare la qualità di una struttura per anziani, per la serie “il buon giorno si vede dal mattino!”.

Gli operatori di una struttura per anziani o di una casa di riposo tendono a vivere come routinario l’accesso di un nuovo ospite ma è buona norma, da parte loro, prestare attenzione all’anziano, accoglierlo con gentilezza e professionalità, indicandogli tutto quanto possa essergli utile per i primi momenti.

Il personale non dovrebbe mai dare del tu all’ospite o chiamarlo con appellativi come “nonnino” onde evitare di mortificare la persona, della quale non si conosce la storia ed il vissuto personale.

Nulla vieta, dopo un certo periodo di tempo, di dare del tu all’anziano ma questa confidenza la si può prendere soltanto se è l’anziano stesso ad autorizzarci.

Il personale attento di una struttura, ad esempio, quando entra al mattino nella camera dell’ospite, saluta gentilmente e chiede, ad esempio, “come ha dormito?”, “come si sente oggi?”. Il personale non dovrebbe mai accedere alla stanza dell’ospite parlando con i colleghi del più e del meno, dando così un messaggio negativo, di indifferenza, come se non si fosse interessati all’ospite ed ai suoi problemi.

Quando possibile l’operatore deve sempre cercare di mantenere vive le autonomie dell’ ospite, cercando di stimolarlo a svolgere i compiti che è ancora in grado di compiere. In un certo qual modo, il preservare l’autonomia della persona la conduce ad avere maggiore autostima in se stessa, con tangibile beneficio.

In particolare gli operatori che lavorano all’interno di una struttura per anziani devono aiutare la persona nelle attività quotidiane, favorendone l’autosufficienza e l’autonomia, ad esempio:

  • Aiutare la persona nella cura di se stessa e nell’igiene personale
  • Aiutare la persona nella deambulazione, nel corretto movimento degli arti invalidi e nel corretto utilizzo di ausili
  • Aiutare a riordinare l’unità abitativa dell’ospite e verificare le condizioni di idoneità degli ambienti collettivi
  • Aiutare nell’assunzione dei pasti e controllarne le corrette diete alimentari
  • Collaborare e coinvolgere alle attività di animazione

Oltre a queste cose, gli operatori di una casa di riposo o struttura per anziani, devono essere in grado di osservare le condizione di salute dell’anziano ed il mutare delle stesse e interagire con il personale sanitario fornendo indicazioni utili sullo stato di salute dell’ospite.

Alcuni segnali come pallore, sudorazione, ritmo della respirazione, disfagia, stato dell’umore, ritmi sonno veglia etc, possono essere importanti indicatori di patologie che con l’attenta osservazione, possono essere tenuti sotto controllo.

Altre importanti attività che gli operatori di una struttura possono eseguire sono: l’aiuto alla somministrazione di farmaci, l’aiuto e la preparazione di medicazioni, praticare semplici interventi di primo soccorso.

Altra attività non di poco conto è la comunicazione con i parenti dell’anziano che talvolta si possono trovare in apprensione per lo stato di salute del parente o per il peggioramento delle sue condizioni fisiche e mentali.

Ogni operatore che svolge attività di assistenza deve in primo luogo essere idoneo a svolgere tale attività e  non può essere in alcun modo un “improvvisato”. La capacità relazionale degli operatori è di straordinaria importanza per una serena permanenza in una struttura. L’operatore deve essere dotato di sensibilità e trattare sempre l’ospite con garbo, tatto e gentilezza.

In tal senso anche l’igiene dell’anziano ci fornisce molte indicazioni sulla cura che viene prestata ad esso ed allo stesso tempo fornisce all’operatore un’occasione unica per poter fare un bilancio delle condizioni di salute dello stesso e del suo grado di autonomia.

Le cure igieniche aiutano l’ospite ad esternare le proprie paure, ansie, pudori, riducendo così il livello di stress. La pulizia dell’unità abitativa dell’ospite e del suo letto forniscono ulteriori indicazioni sulla qualità del servizio che viene fornito dalla struttura.

Per concludere, se un nostro parente è ospitato in una struttura per anziani o in una casa di riposo, impariamo ad osservare i dettagli, le persone che vi lavorano e capiremo se tale struttura è adeguata, confortevole o se è preferibile trasferire il nostro caro altrove.

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