Diabete nell’anziano

Con l’anzianità, si verifica un aumento della prevalenza del diabete di tipo 2. Secondo le statistiche, sopra i 75 anni si registra 1 persona su 5 affetta da diabete.

In pratica, tra la popolazione anziana, circa il 7-10% della popolazione è diabetica, il 10% ha il diabete ma non è diagnosticato.

Nell’ affrontare la malattia, occorre considerare due tipologie di persone. Da un lato vi sono i diabetici divenuti anziani, i quali conoscono la malattia e per i quali occorre però adeguare la terapia in base all’età. Dall’altro vi sono gli anziani che diventano diabetici, i quali devono iniziare in tarda età a modificare le proprie abitudini di vita, con tutte le difficoltà e complicanze del caso.

Lo sviluppo del diabete nell’anziano è favorito da diversi fattori legati all’invecchiamento. Si tratta della diminuzione della secrezione di insulina, di una maggiore insulino-resistenza, di un aumento del peso che si caratterizza in concreto per un aumento della massa grassa.

Occorre sottolineare che diagnosticare il diabete in una persona anziana non è così immediato, come invece può esserlo in un adulto o un giovane. Potrebbe verificarsi una sottovalutazione del problema, qualora siano presenti altre patologie.

Ma quali sono i sintomi del diabete?

La sintomatologia classica comprende la polifagia, la polidipsia, la poliuria oppure sintomi più generali quali la perdita di peso, l’astenia, l’aumento della diuresi. Non frequente può essere una marcata iperglicemia oppure infezioni batteriche o micotiche.

Come trattare il diabete di tipo 2?

Quando si tratta di un soggetto anziano, occorre agire tramite specifiche terapie o comportamenti. Innanzitutto è fondamentale la dieta e dedicarsi all’attività fisica. E’ necessario seguire uno stile di vita sano ed evitare la sedentarietà.

L’obiettivo da raggiungere è un livello di emoglobina glicata inferiore al 7%. Educare l’anziano all’automonitoraggio della glicemia è fondamentale. Esistono specifici glucometri che presentano i numeri più grandi oppure con un messaggio vocale, in modo tale da andare incontro anche ad eventuali deficit della vista o sonori.

Per quanto riguarda i farmaci, essi devono essere somministrati sempre considerando il grado di funzionalità renale.

Il diabete poi è una malattia che porta con sé anche ulteriori complicanze. Si verifica una graduale riduzione del senso della sete, esponendo il soggetto a disidratazione che, nei casi più gravi, può portare ad uno squilibrio idro-elettrico tale da risultare causa di aritmie cardiache anche letali.

Un’altra problematica potrebbe essere data da una serie di infezioni a livello cutaneo, delle vie urinarie, dell’apparato uro-genitale, a causa dell’immunosoppressione dell’anziano.

Oppure un’ulteriore problematica può essere data dall’insorgenza della neuropatia diabetica. Occorre poi sottolineare che, una eccessiva correzione della iperglicemia può portare all’insorgenza di ipoglicemia.

Questa condizione crea problemi alle funzioni cerebrali, accentua i deficit cognitivi e la possibilità di ischemie cerebrali o coronariche.

Considerato dunque un simile quadro generale, da approfondire ovviamente tramite conoscenze mediche approfondite, si può trarre che il diabete nell’anziano non va mai sottovalutato.

Esso comporta un cambiamento generale delle condizioni di vita del paziente e quindi bisogna monitorare costantemente l’andamento del disturbo e cercare di creare le condizioni migliori per poter convivere con questa malattia.

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