Gli anziani e le arti terapie

Le arti terapie applicate agli anziani sono molto importanti. Una persona arrivata alla così detta terza età può vivere la propria vita con numerosi disturbi, sia fisici che psicologici. Subentra infatti la più o meno consapevolezza del progressivo declino delle proprie facoltà.

Spesso questo accadimento determina stati di ansia, tristezza, depressione, uniti anche ad un eventuale allontanamento dalla compagine sociale e, in alcuni casi, anche da quella familiare. Proprio al fine di intervenire per evitare situazioni di particolare disagio o comunque per alleviare simili condizioni non serene, le arti terapie possono determinare soluzioni importanti.

Quali sono le arti terapie?

Esse si suddividono in quattro macrodiscipline: musicoterapia, danzamovimentoterapia, arte plastico-figurativa, teatroterapia. Tali discipline associano la valenza preventivo-educativa a quella terapeutico-socializzante, ciò che le differenzia è lo strumento di base da utilizzare e il mediatore artistico che guida la terapia.

Lo scopo delle artiterapie è quello di permettere ai pazienti anziani di entrare in contatto con le sensazioni, con le emozioni, con le propensioni che possano far esplorare una nuova consapevolezza. Il percorso terapeutico mira al raggiungimento progressivo di piccoli passi, al fine di creare un vero e proprio processo.

Durante tale percorso, l’anziano viene sottoposto ad una serie di stimoli che possano continuamente rimetterlo in gioco. Con le artiterapie, l’anziano può esplorare il proprio vissuto in maniera differente, riportare alla memoria momenti della propria vita, creare nuove relazioni interpersonali, dialogare con l’esterno in maniera filtrata dal mediatore artistico.

Le artiterapie prescindono dalla conoscenza didattica e mirano all’esplorazione e alla comunicazione di un sentire più intimo. Quando la comunicazione è non verbale, attraverso la musica, la danza, il movimento, la pittura, la scultura, il teatro, ecco che il paziente può rendersi anche più comunicativo, senza inibizioni.

Inoltre, l’anziano che dedica il suo tempo ad un percorso di artiterapie esplora i propri nuovi limiti, cogliendo però anche la possibilità di conoscere che cosa invece possa ancora dare, magari scoprendo nuove formule di espressione del sé.

Le artiterapie permettono al soggetto di esprimere la propria identità, superando invece la condizione di essere non più necessario alla quotidianità circostante.

Sono una forma di comunicazione, molto sensibile e che riesce a toccare anche corde intime che altrimenti sarebbero schiacciate dall’insorgere di sentimenti ansiogeni oppure depressivi, tipici dell’invecchiamento.

L’anziano tende a non sentirsi più utile ma soprattutto più capace di fare nulla, invece un percorso artistico gli permette di applicarsi. Tale stimolazione serve per mantenere sempre attiva la sua sfera intellettiva, importante per evitare che si perdano le facoltà fondamentali.

Occorre che l’anziano recuperi il piacere di creare, di portare a termine un progetto, di realizzare qualcosa che poi possa anche mostrare agli altri.

Le artiterapie permettono di riappropriarsi del diritto di fare esperienza che è molto importante, per non avere il pensiero costante dell’impossibilità di costruire ancora il proprio futuro.

Invece riuscire a creare qualcosa, significa seguirne passo passo l’evoluzione e quindi proiettare anche un minimo di progettualità, in questo caso artistica, verso un domani che l’anziano tende a non vedere più.

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